September 2nd, 2010 by Chris
Mi sorprende sempre ricordarmi che Mick Jagger, 67enne, è vissuto (e vive tuttora, per carità) più a lungo di Jim Fixx, inventore del jogging, passato a miglior vita a 52 anni. You can’t always get what you want, aggiungerei.
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August 24th, 2010 by Chris
Believe in me as I believe in you, tonight.
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July 15th, 2010 by Chris
Ultimamente ho come la sensazione che il 1984 si stia avvicinando pericolosamente. Lo avverto nel tono dei comunicati che si sentono, che si leggono. Traspare il bispensiero nel loro stile. Ed è, almeno per me, non poco angosciante.
“Camerati!” gridò una giovane voce di donna. “Attenzione, camerati! Abbiamo meravigliose notizie, per voi. Abbiamo vinto la battaglia per la produzione! Completati ora i calcoli delle eccedenze di tutte le classi di prodotti di consumo, siamo in grado di annunziare che il livello della vita è salito di non meno del 20 per cento rispetto all’anno scorso. In tutta Oceania ci sono state manifestazioni spontanee di lavoratori in marcia fuor dalle fabbriche e dagli uffici, osannanti lungo le strade, con le bandiere in testa, un segno di gratitudine al Grande Fratello per la nuova, felice esistenza che la sua oculata guida ha reso possibile per noi. Ecco alcune delle cifre pervenute: cibarie…”.
La frase “la nuova, felice esistenza” ricorreva spesso. Una civetteria particolare del Ministero dell’Abbondanza.
[...]
Sembrava che ci fossero state dimostrazioni di gratitudine al Grande Fratello per aver aumentato la razione del cioccolato a venti grammi la settimana. E soltanto ieri, Winston rifletté per un momento, era stato annunciato che la razione sarebbe stata ridotta a venti grammi la settimana. Era possibile farla andar giù dopo appena ventiquattr’ore? Sì, l’avevano mandata giù tutti.
[...]
Le statistiche favolose continuavano a fluire fuori dal teleschermo. A paragone dell’anno precedente, c’era stato più cibo, più vestiti, più abitazioni, più pentole, più carbone, più navi, più elicotteri, più libri, più marmocchi… più di qualsiasi cosa, insomma, tranne le malattie, i delitti e la pazzia. Anno per anno e minuto per minuto, ognuno e ogni cosa andava rapidamente progredendo.
[George Orwell, "1984" -- traduzione di Gabriele Baldini, Mondadori, 1950]
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July 13th, 2010 by Chris
Adoro svegliarmi di notte pensando di non aver sentito suonare la sveglia, controllare con un po’ di agitazione l’ora per scoprire che manca ancora un po’ e riaddormentarmi con il sorriso stampato meno di dieci secondi dopo.
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June 9th, 2010 by Chris
Riporto l’abstract:
We formulate a mathematical model for daily activities of a cow (eating, lying down, and standing) in terms of a piecewise affine dynamical system. We analyze the properties of this bovine dynamical system representing the single animal and develop an exact integrative form as a discrete-time mapping. We then couple multiple cow “oscillators” together to study synchrony and cooperation in cattle herds. We comment on the relevant biology and discuss extensions of our model. With this abstract approach, we not only investigate equations with interesting dynamics but also develop interesting biological predictions. In particular, our model illustrates that it is possible for cows to synchronize less when the coupling is increased.
Convinto che molti di voi non riusciranno a resistere e vorranno leggerlo d’un fiato, propongo il link su arXiv.
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May 27th, 2010 by Chris
fu(?)turo, il dopo, vicino/lontani, due cilindri, tante idee e ben confuse, un prato verde appena tagliato squisitamente altoatesino in una assolata giornata di giugno, la piccola Diana detta “lo Squalo”, dimmi i tuoi autovalori e ti dirò chi sei, accordi, accordare la chitarra scordata nel senso di dimenticata, ricordare la chitarra scordata nel senso di stonata, virtual void func (void) const = 0, sorria: você está na Bahia!, il tempo che manca, prestiti di libri che non ho mai aperto e che scadono in biblioteca, il monumento a chi ha inventato la doccia e il letto, due sogni e mezzo, che arrotondo e faccio arrivare a tre.
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May 25th, 2010 by Chris

Lockpicking tools © alt-os
Lasciare montato il portapacchi per n anni perché non trovi più le chiavi per smontare i copri supporti ti costa n·k commenti del tipo “bhe, magari sarebbe anche ora di toglierlo quell’affare…”.
Ma la gioia che ti dà scassinare le 4 serrature in 20 minuti con gli attrezzi da scasso comprati anni fa in un momento di euforia post-esame è semplicemente inesprimibile!
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May 1st, 2010 by Chris
Una delle cose più belle dell’andare in moto è il saluto.
Stai per partire. Accendi il motore e già immagini il primo centauro che saluterai. “Oggi è un Ducatista, me lo sento.” A dirla tutta, nulla importa se la sua cavalcatura è una giapponese supersportiva o una custom d’oltreoceano. È il momento ad essere importante. Il rito è sacro. Il gesto è tutto.
A volte dura meno di una frazione di secondo, appena esci da un tornante. Lì il gesto è quasi impercettibile, quasi immaginato. Non stacchi le mani dal manubrio: la belva è ancora giù, impossibile allentare le redini in quegli istanti. L’altro, in piega perfettamente parallela sull’altro lato, tantomeno può liberare troppo in fretta la frizione. Eppure, accade. Le mani sinistre scivolano verso l’esterno, indice e medio a puntare l’aria. L’occhio sa di poter abbandonare il nastro di asfalto per godere dello “scambio di mani”. E lì, in quel preciso momento, sei totalmente appagato. Completamente pieno. In pace col mondo.
C’è tutto un discorso in quei tre decimi di secondo. -Hey, grande asfalto oggi, eh? -Già, davvero ottimo. -Gran bel bicilindrico, il tuo. -Grazie, anche la tua monoposto è splendida. -Ci si becca al prossimo giro, ok? -Chiaro. Buona strada. -A te. Magari hai ancora 200 kg di destriero da sollevare, ma stai ridendo dentro il casco. Posso dirlo con certezza.
Ritorni verticale. Una retta davanti a te. E un faro. Lì realizzi che il momento durerà di più: il piacere viene spalmato nell’arco di secondi. Vedi quel faro tondo sulla corsia opposta, a grande distanza. Un faro e i cilindri. Sì, scorgi la sagoma dei cilindri. “Grande, un Guzzista!” E scatta il momento. È più forte di te. La tua schiena si raddrizza un po’, per pregustarsi la sequenzialità del protocollo. Il manubrio lascia andare la mano sinistra che, decisa, punta verso l’altra corsia. Il braccio si stende, le dita si chiudono a pugno e si schiudono in parte, a formare la mitica “V”. L’altro annuisce. Potresti dire che è commosso. Replica i tuoi movimenti d’una maniera che sa di antico. Una simmetria emozionante: le mani a trovarsi, gli occhi dell’uno sulla mano dell’altro. D’un tratto lo hai a fianco. Ora lui è dietro. Il tuo sguardo, avanti. Tu, felice come un bambino.
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April 30th, 2010 by Chris
Mi trovo a revisionare un articolo. Arrivo ai risultati e spunta la seguente figura:
accompagnata dal seguente commento (grassetto mio):
Our algorithm, represented by the dashed line, considerably improves the measured metric with respect to the other algorithm.
E poi non ditemi che la ricerca non richiede creatività.
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April 8th, 2010 by Chris
Oh guidatore, che oggi nel mini parcheggio di Povo, folgorato dall’apparizione di Schumacher, e hai pensato bene di abolire l’uso dei freni in favore di una guida più grintosa.
Oh guidatore, che oggi — non saprei dire se entrando o uscendo — hai esordito a voce alta con un “Ci passo! Ci passo!”, ma evidentemente eri al telefono con tua sorella che ti chiedeva se potevi fare tappa in macelleria.
Oh guidatore, che, amante del tuttotondo, hai pensato bene di vestire i panni dello scultore e di premere con veemenza contro il passaruota anteriore sinistro della mia povera macchina che, inerme, non ha osato opporre resistenza.
Oh guidatore, sbadato e tracotante guidatore nel mini parcheggio di Povo: non ti maledico. No. Ma spero almeno che poco prima di salire in macchina, poco prima di dedicarti alla nobile arte dell’acceleratore, tu possa inzuppare il tuo piedino negli scarti di un dobermann.
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