Lo strudel del “boschér”
Sabato mattina, sveglia tranquilla, giornata ottima per fare uno strudel di mele. Gli ingredienti, scelti con cura nei giorni scorsi, sono pronti per essere uniti l’uno con l’altro.
L’impasto, senza nemmeno avere la bilancia, risulta ottimo. Elastico e liscio come mai mi era diventato, mi sono quasi commosso a stenderlo con il mio mattarello di fortuna, una bottiglia d’acqua da litro e mezzo (nonna Alice docet).
Il ripieno, un tripudio di maçãs, uva passa, pinólis, pão torrado e moído e canela. Squisito.
Purtroppo, però, pare che ci abbia preso gusto a cuocerla troppo. E anche stavolta, nonostante dentro sia perfetta, la pasta sembra cemento. Subito sotto, per proseguire la serie “i dolci del boschér“, una foto di quello che è il risultato.

Strudel del boschér
September 29th, 2009 at 11:00
eheh anche a mia mamma piacciono le cose ben cotte. per lo strudel verso fine cottura controlla se c’è del brodo uscito, nel qual caso con un cucchiaio lo prende e cosparge lo strudel, altrimenti usa un po’ di latte
September 29th, 2009 at 21:40
Eh ma scommetto che lo strudel di tua mamma si taglia con un coltello. Il mio… ho dovuto “segarlo” con un coltello!
Ma non demordo :)