Pinza de lat

Sento già alcuni mormorii: “Vara vara! L’ha desmentegà ‘del boschér’”.

E invece no. Questa volta no. L’ultimo prodotto uscito dal forno di via Mokarzel (cantautore, scrittore, biologo, poeta, santo e un po’ navigatore, nonché patrono dei fornai) ha interrotto la nefasta serie dei cibi “del boschér“. Si tratta di una squisita “pinza de lat”: 3 cucchiai di farina bianca, un uovo, un pizzico di sale, un quarto di litro di latte, uva passa e cannella ad libitum, versare in una teglia imburrata e infarinata, infornare a forno ben caldo, mezz’ora, 200 gradi.

Unica pecca: mancano le “bolle” che di solito abbondano sulle “pinze” che prepara nonna Alice… Ma col tempo ci riuscirò pure io.

E adesso vado a pulire ché, come al solito, ho imbrattato tutta la cucina.

Pinza de Lat

Pinza de Lat

3 Responses to “Pinza de lat”

  1. Martina Says:

    Io non ho mai capito che cosa sia una pinza…

  2. Chris Says:

    Non sapevo definirla nemmeno io… Così ho cercato la definizione (qui): “pinza” = s.f. – schiacciata di farina acqua o latte cotta in olio; schiacciata di farina di segala cotta nella cenere; “far na pinza” spiaccicare; “pinza de formentac’” focaccia sottile di farina di granturco cosparsa di burro fuso.

  3. Tigre Says:

    Sorta di tenaglia a ganasce diritte usata per afferrare e stringere. hehehe

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