Il Natale a testa in giù

Babbo Natale sotto il sole

Babbo Natale sotto il sole

É strano il Natale nell’emisfero opposto.

Vedo festoni appesi in giro. Ma la gente gira in pantaloncini e maglietta. Ci sono gli alberi addobbati. Ma sono pini di plastica. (E come un’amica giustamente ha osservato: ma addobbare ‘na palma, no?). C’è Babbo Natale con la barba bianca lunga, vestito pesantissimo. Ma fanno 30 gradi alle otto e mezza di sera.

È davvero una sensazione strana. O come direbbero qui, esquisita. Nella destra una fetta di panettone, nella sinistra il doposole. Gustarsi il John Lennon di “Merry Christmas” alla radio e annusare l’estate—perché il profumo di estate è inconfondibile.

Chissà come sarebbe questa sensazione se la vivessi in Trentino. Mi torna alla memoria l’espressione di disappunto preferita da un mio amico. Palme verso il cielo, viso quasi addolorato e occhi bene aperti: “Canederli ad agosto, sacranón!”

Beh, alla fine… non è neanche così strano.

Auguri, sacranón!

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